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venerdì 4 aprile 2025

Dobbiamo restare fedeli al Magistero perenne della Chiesa

Pubblico alcuni brani di un'e-mail che mi ha scritto un cortese lettore.


Buonasera,

non conosco il suo nome, ma sono capitato sul suo blog oggi mentre ero in una sala d'attesa. Ho letto alcuni dei suoi post sul blog e anche su telegram. Mi ritrovo molto in quello che scrive, nell'idea di Chiesa e di fede cristiana che professa e difende. Si tratta della fede e della Chiesa cattolica né più né meno, ma nella confusione di oggi, trovare una voce che le esprima con tanta sincerità e verità è molto raro e difficile a trovarsi. La maggioranza dei cattolici è contaminata dal veleno del modernismo, come lei ben scrive. [...]

La saluto cordialmente nei cuori di Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Caro fratello in Cristo,

la ringrazio per le gentili parole di apprezzamento che ha voluto rivolgere al mio blog e al mio canale telegram. Sì, in effetti ci tengo molto a restare cattolico per tutta la vita fino all'ultimo respiro. Per ottenere questo risultato, senza sbandare da un punto di vista dottrinale, è necessario restare fedeli agli insegnamenti del Magistero perenne della Chiesa, custodendo con cura tutto ciò che è stato creduto ovunque, da sempre e da tutti ("Quod ubique, quod semper, quod ab omnibus", per usare le parole di San Vincenzo di Lérins).

La saluto nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Consigli di Don Bosco ai confessori

Dagli scritti di San Giovanni Bosco.

Accogliete con amorevolezza ogni sorta di penitenti, ma specialmente i giovanetti. Aiutateli ad esporre le cose di loro coscienza; insistete che vengano con frequenza a confessarsi. È questo il mezzo più sicuro per tenerli lontani dal peccato. Usate ogni vostra industria, affinchè mettano in pratica gli avvisi che loro suggerite per impedire le ricadute. Correggeteli con bontà, ma non sgridateli mai; se voi li sgridate, essi non vengono più a trovarvi, oppure tacciono quello per cui avete loro fatto aspro rimprovero.

[…]

Quando si è richiesti ad ascoltare le confessioni, a ciascuno si presenti con animo ilare, e non si usi mai sgarbatezza, nè mai si dimostri impazienza. I fanciulli si prendano con modi dolci e con grande affabilità. Non mai si strapazzino, nè si facciano le meraviglie per l'ignoranza o per le cose deposte in confessione. Qualora si vedesse necessità in qualcuno di essere istruito, esso sia invitato in tempo e luogo adattato, ma a parte. Le cose che ordinariamente mancano nelle confessioni dei fanciulli sono il dolore dei peccati ed il proponimento. Quando manca l'una o l'altra di queste qualità causa l'ignoranza, si consigli il fanciullo ad istruirsi frequentando il catechismo o studiando la dottrina stampata, se egli è capace di leggere e comprendere quel che legge. 

Pensiero del giorno

Chi ama Dio, ama anche il prossimo; e chi non ama il prossimo, neppure ama Dio.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

giovedì 3 aprile 2025

La devozione verso le anime del purgatorio fa praticare la virtù con grande perfezione

[Brano tratto da "Il mese di novembre santificato, ossia la divozione verso le anime del Purgatorio promossa per via di brevi considerazioni e scelti esempi",  Tipografia dell'oratorio di San Francesco di Sales, 1869].


La perfezione della carità cristiana consiste nell'amor di Dio e del prossimo, su questo duplice amore, come su due cardini il mondo, s'aggira la perfetta virtù; basterà quindi che siamo costanti nella devozione verso le anime del purgatorio per divenire gran santi. Basterebbe, d'altra parte, la fede sviluppata e trattenuta da questa devozione a sollecitare di continuo la nostra volontà alla pratica della virtù. Pare quindi superfluo insistere maggiormente sull'influenza, che la nostra carità per i morti esercita sul progresso spirituale dell'anima. Faremo nondimeno una considerazione non del tutto inutile: le qualità che devono accompagnare la devozione verso le anime purganti sono quelle stesse della vera pietà e della vita interiore, e per tale modo il cristiano fervente vi trova il mezzo di giungervi senza fatica e quasi a sua insaputa alla vita tanto sublime e difficile a pervenirvi. Qual è infatti la prima condizione della vera e soda pietà? L'umiltà, senza la quale le nostre migliori azioni non sono accette al Signore. Or bene, questa virtù accompagna necessariamente tutto ciò che facciamo in favore delle anime sante. Qui niente alimenta l'amor proprio; ed i risultati che si ottengono, quantunque superiori ad ogni nostro pensiero, nulla hanno di sensibile, e per conseguenza nulla può attirare gli altrui sguardi. La devozione per i morti fa diventare abituale la pratica del rinunciare a noi stessi e dello spogliarci di noi; la qual cosa è pure fondamento indispensabile della pietà cristiana. Per essa ci troviamo eccitati costantemente alla perfetta abnegazione di noi medesimi, a sacrificare le soddisfazioni e le indulgenze acquistate, per farne dono ad anime da noi forse mai conosciute, nella cui scelta ci lasciamo condurre dal beneplacito di Dio. Inoltre, la carità, ponendoci di continuo innanzi le pene rigorose serbate a colpe leggere e l'obbligo di espiarle, ci eccita a purificarci dalla minima macchia, per esimerci da così terribili tormenti, e porci in grado di divenire più utili ai defunti che vogliamo soccorrere: Finalmente il pensiero frequente delle anime purganti c'infonde lo spirito di sacrificio e di compassione, utili per combattere la negligenza e la tiepidezza, tanto nocive alla pietà; ci fa acquistare le disposizioni abituali che indeboliscono lo spirito del mondo, e sviluppano in noi la vita soprannaturale della grazia. Per tal modo arriviamo, quasi con certa simpatia, ad avere gli stessi sentimenti delle anime per le quali ci impegniamo: sentimenti di umiltà, di contrizione, d'amore, di confidenza e di rassegnazione. Chi può dire che avverrà dopo d'aver tenuto sott'occhio per anni ed anni tali modelli di pazienza nei patimenti, di dolore d'aver offeso Dio, e di desiderio ardente d'essergli eternamente uniti? Quale trasformazione non si opererà in noi, e quanto non sarà vero il dire che divenendo «uomini misericordiosi facciamo del bene all'anima nostra!»

Pensiero del giorno

Il miglior mezzo per la riuscita del matrimonio, consiste innanzi tutto nello sforzarsi per rendere felice il proprio sposo. Questo è il segreto delle famiglie felici.


[Brano Tratto da "La donna nel matrimonio", di Pierre Dufoyer, traduzione di Maria Crivelli Visconti, Edizioni Paoline, 1958].

mercoledì 2 aprile 2025

Dell'amore del Figliuolo di Dio nell'aver voluto morire per noi

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa. 


Noi cristiani, quanto dobbiamo essere grati al Signore, per averci fatto nascere dopo la venuta di Gesù Cristo! Il nostro tempo non è più di timore com'era quello degli ebrei, ma tempo di amore, essendosi il Redentore sacrificato per la nostra salvezza e per essere amato da noi. E' di fede che Gesù ci ha amati ed è morto per nostro amore. E chi mai avrebbe potuto far morire un Dio onnipotente, se egli stesso non avesse voluto volontariamente dare la vita per noi? Perciò nota S. Giovanni, che Gesù nella sua morte ci diede l'ultima prova che poteva darci del suo amore.

   Amato mio Redentore, voi per amore vi siete donato tutto a me; io per amore mi dono tutto a voi. Voi per la mia salvezza avete dato la vita; io per la vostra gloria voglio morire come e quando vi piace. Mi pento con tutto il cuore dei miei peccati; perdonatemi per la vostra santa Passione. Io sento in me per vostra grazia un gran desiderio di amarvi. Voglio essere tutto vostro, ma vedo la mia fiacchezza e i tradimenti che vi ho fatto; solo voi potete soccorrermi e rendermi fedele. Aiutatemi amor mio, fate che io vi ami e null'altro vi domando. 


Qual fedele potrebbe vivere senza amare Gesù Cristo, se meditasse spesso la sua Passione? Le piaghe del Redentore, sono tutte piaghe d'amore, sono dardi e fiamme che feriscono i cuori più duri ed accendono le anime più gelide. Ah! se tutti gli uomini pensassero all'amore che il Salvatore ci ha dimostrato nella sua morte, chi mai potrebbe non amarlo?


   O mio caro Signore, voi siete morto per acquistare l'anima mia, ma che ho fatto io per fare acquisto di voi, bene infinito? Ah Gesù mio, quante volte vi ho tradito per un nonnulla? Misero me! sapevo che avrei perso la vostra grazia e che vi avrei dato un gran disgusto commettendo quel peccato eppure l'ho fatto! Mi consolo però, ricordandomi che voi siete una bontà infinita che perdona le offese ricevute purché il peccatore si penta e lo ami. Sì mio Dio, mi pento e vi amo. Perdonatemi e dominate da oggi in avanti in questo cuore ribelle. A voi mi dono interamente. Mio Signore, vi voglio amare, vi voglio contentare in tutto, datemi la forza necessaria per servirvi fedelmente. 

Gesù con la sua morte non ha finito di amarci, egli ci ama e ci va cercando con lo stesso amore con cui venne dal cielo a morire per noi. Oh con quale amore il Redentore va incontro a quell'anima che lo cerca, ma che lo cerca con vero amore! Ma possono pensare di aver questo amore coloro che ricusano le croci che sono inviate loro dal Signore? Si lamentava un giorno S. Pietro martire, stando in carcere per un'accusa ingiusta e diceva: «Ma Signore, che ho fatto di male per patire questa persecuzione?» gli rispose il crocifisso: «Ed io che male ho fatto, che ho dovuto stare su questa croce?»

O mio caro Salvatore, voi ci avete tanto amato e per amor nostro avete voluto tanto patire. E noi, che per i nostri peccati meritavamo l'inferno, rifiuteremo di patire quello che voi volete per nostro bene? Gesù mio, donatemi il vostro amore e poi trattatemi come vi piace. Abbraccio tutte le croci che mi manderete, liberatemi solo dal male del peccato. Tutto quello che soffrirò per amor vostro sarà poco a confronto dei mali che voi avete sofferto per amor mio. E dopo un tanto infinito amore verso gli uomini, vi potrà essere uomo che non ami questo Dio così amante? Ma ohimè, la maggior parte degli uomini vivono dediti ai peccati e non a Gesù Cristo.

Vi amino tutti gli uomini o Gesù mio amabilissimo! Voi siete un Dio degno di amore infinito ed avete patito tanto per essere amato dagli uomini, ma quanti sono quelli che vi amano? Son troppo pochi, ma tra questi pochi voglio esserci io misero peccatore, che un tempo vi ha tanto offeso; ma ora vi amo e vi stimo sopra ogni bene. Vi prego di perdonarmi e di soccorrermi. Gesù mio, sigillate il mio cuore affinché resti chiuso ad ogni altro affetto che non tende a voi. In passato vi ho tradito per altri amori, ma al presente non c'è pena che più mi affligga, del ricordarmi di aver perso il vostro amore coi miei peccati. Mio Signore, dopo che mi avete fatto conoscere l'amore che avete avuto per me, io non voglio più vivere senza amarvi. Vi amo, amor mio crocifisso, vi amo con tutto il cuore e vi dono la mia anima, tanto cercata ed amata da voi. Deh! per i meriti della vostra morte, distaccatemi da ogni amore che può impedirmi di essere tutto vostro e di amarvi con tutto il cuore. Maria speranza mia, aiutatemi voi ad amare il vostro dolcissimo Figliuolo. Così sia.

(Brano tratto dal libro "Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, casa editrice "Fede & Cultura", 2008).





lll

Pensiero del giorno

Dite ai miei ragazzi che li aspetto tutti in Paradiso.

(Don Bosco)

martedì 1 aprile 2025

Messa per i sostenitori del blog


Giovedì 3 aprile verrà celebrata una Messa affinché Dio conceda ai sostenitori del blog la grazia di morire in stato di grazia (quando il Signore vorrà). Salvare l'anima è l'unica cosa che davvero conta nella vita.

Ringrazio di cuore il celebrante per tutto il bene che sta facendo a me e ai sostenitori del blog (lui stesso è uno dei principali sostenitori).

La Madonna desidera che salviamo le nostre anime

[Brano tratto da “Tesoro di racconti istruttivi ed edificanti”, di Don Antonio Zaccaria, Tipografia Pontificia Mareggiani, 1887].

A Maria sta molto a cuore che noi salviamo l'anima nostra tanto preziosa. Un giovane parigino di buona famiglia aveva come tanti altri perduto il tempo più bello della sua vita fra piaceri ed eccessi di ogni genere. Abbandonato dai genitori, che abbeverava di amarezze, e privato ben tosto di tutte le risorse, ebbe come una grazia la sorte di essere ammesso qual professore in un collegio. Ei per altro non aveva fatto senno, e per la sua scandalosa condotta fu ben presto cacciato da quel luogo. Da quel giorno il suo libertinaggio non ebbe più limiti, finché, tristo, abbattuto, disperato, risolvé di annegarsi. Giunto sulla sponda della Senna, lo sciagurato si disponeva a compiere il suo disegno, quando sentì alcune voci gridare: Guarda! Guarda! erano le voci di alcuni marinai intenti ad accomodare le loro funi. Accortosi di non esser solo, risalì la sponda, desideroso di rinvenire una parte più solitaria. E la trovò. Ma in quel punto pensa fra sé: Fra un quarto d'ora il mio corpo sarà cadavere, ma l'anima mia, l'anima mia sì preziosa, dove andrà? - Si arresta bruscamente, riflette alcuni momenti, rientra nella città, s'interna in una strada che percorre in tutta la sua lunghezza e quasi senza avvedersene entra nella Chiesa, a lui ignota, di Nostra Signora delle Vittorie. Era la sera, e le lampade che ardevano innanzi la statua miracolosa della Vergine richiamarono lo sguardo dello sciagurato giovane, il quale tosto fu preso da un insolito turbamento. Vuol partire, ma una forza invincibile lo trattiene: mentre guarda da una parte e dall'altra vede a sé vicino il Curato Desgemettes: gli si accosta e ad alta voce dice: Signor Curato! E il Sacerdote a lui: Che volete, amico mio? - In fede mia, signor Curato, io ignoro perché vi ho chiamato: ma sono tanto infelice .... Il Sacerdote lo abbraccia, gli fa animo a narrargli le sue pene, e in breve lo induce a fare una santa Confessione. Una compiuta trasformazione si manifesta in quel cuore, che riconosce la grazia ricevuta dal patrocinio di Maria; e non contento di salvare l'anima sua, per salvare quella degli altri, abbraccia il Sacerdozio, si fa Missionario, e se ne va a cercare le fatiche e le glorie del martirio fra i selvaggi che abitano le isole più lontane. 

Pensiero del giorno

Dagli scritti di Padre Paolo Manna (1872-1952).

Un missionario che trova noiosa mezz'ora di meditazione, che dice distrattamente il suo ufficio e strapazza la S. Messa, che ha poca familiarità con il SS. Sacramento e con la SS. Vergine... che, con il pretesto delle opere e del lavoro che l'occupano, fa poco conto della meditazione e delle altre pratiche di pietà, tale missionario è un povero illuso: il suo lavoro è vano e senza vera consistenza, ed i progetti, dei quali può anche avere piena la bocca, sono null'altro che pure e semplici chiacchiere, spesso espressione di un animo vano e leggero.

[Brano tratto da "Virtù apostoliche", Padre Paolo Manna, EMI]

lunedì 31 marzo 2025

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(lk)

L'Arcivescovo di Torino che fece soffrire Don Bosco

Don Bosco durante l'esilio terreno fece un gran bene a innumerevoli anime. Ma dovette subire tante sofferenze causategli non solo dai nemici esterni della Chiesa, bensì anche da certi ecclesiastici. Tra coloro che lo fecero soffrire più di tutti vi fu Mons. Lorenzo Gastaldi, Arcivescovo di Torino. A dirlo fu lo stesso Don Bosco, guardate cosa scrisse alla Santa Sede:

Sono ormai dieci anni, dacché il sottoscritto e la nascente Congregazione Salesiana soffrono gravi vessazioni per parte dell’Arcivescovo di Torino, Mons. Lorenzo Gastaldi, le quali, oltre agli innumerevoli disturbi che ci hanno arrecato, c’impedirono anche di occuparci della salute delle anime. Per il fatto che questo Prelato ora ci vietò di servirci delle facoltà concesseci dalla Santa Sede; ora contro le prescrizioni ecclesiastiche pretese d’ingerirsi nel regime interno e disciplinare della nostra Congregazione, come se fosse solamente un Istituto diocesano; sovente senza ragione rifiutò di ammettere i nostri Chierici alle Sacre Ordinazioni; talvolta per futili pretesti negò ai nostri Sacerdoti la facoltà di predicare e di confessare ed anche di celebrare la Messa nella sua Diocesi; talora li sospese senza colpa canonica e senza far precedere le formalità richieste dai Sacri Canoni; ci proibì di pubblicare nella sua Diocesi Brevi ottenuti dal Sommo Pontefice a favore delle nostre Opere; biasimò Istituzioni benefiche già commendate e benedette dal Santo Padre; scrisse lettere a grandi e a piccoli, e stampò e pubblicò persino libelli per infamare i Salesiani ed il loro Superiore. Tutti questi atti paiono essere stati promossi dal nemico di ogni bene, per soffocare e distruggere la nostra povera Congregazione, o metterle almeno intoppi sopra intoppi, perché non possa conseguire quel fine, per cui venne stabilita ed approvata dalla Santa Sede.

Tutte queste ed altre innumerevoli molestie noi abbiamo fin qui tollerate in silenzio. I tempi corrono difficili per la Santa Chiesa, e io non voleva recarle disturbi, provocando solennemente l’autorevole e supremo suo giudizio a nostro sostegno. (...)

Noi avremmo continuato ancora a sopportare in silenzio simili molestie e difficoltà; ma ultimamente l’Arcivescovo deferì alla Sacra Congregazione del Concilio, e pubblicò cose infamanti per il sottoscritto e per tutta la Pia Società Salesiana, invocandone provvedimenti; e perciò io mi trovo dal dovere dell’ubbidienza costretto a fare alla Santa Sede la presente Esposizione. (...)

            Torino, 15 Dicembre, ottava della festa di Maria Immacolata, 1881.

Vogliono prepararci alla guerra

Sui media asserviti al regime culturale plutocratico-gender-globalista i professionisti della disinformazione stanno continuando senza alcun ritegno a spacciare a piene mani numerose fake news. Sono gli stessi sedicenti giornalisti che al tempo della pandemia dicevano che il virus SARS-Cov-2 si combatteva efficacemente con i banchi a rotelle, il paracetamolo e la vigile attesa. Adesso i pennivendoli di regime vanno dicendo sui giornali e alla tele che, invece di costruire strade, ferrovie e nuovi ospedali, dovremmo spendere centinaia di miliardi di euro per armarci fino ai denti, altrimenti verremo invasi e costretti ad adottare l’alfabeto cirillico. Ma ormai una fetta della popolazione occidentale ha aperto gli occhi e non crede più all'impressionante cagnara di menzogne spacciate dalla propaganda di regime.

Pensiero del giorno

Chi ama Gesù Cristo con vero amore ben si rallegra quando si vede trattato dal mondo come fu trattato Gesù Cristo, che dal mondo fu odiato, vituperato e perseguitato, sino a farlo morir di dolore appeso ad un patibolo di obbrobrio. Il mondo è tutto contrario a Gesù Cristo, e perciò odiando Gesù Cristo odia tutti i servi suoi.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

domenica 30 marzo 2025

Canale Telegram "Cordialiter"

Cari amici,

informo i nuovi lettori del blog che nel giugno del 2022 ho aperto un canale su Telegram. Per trovarlo e iscrivervi vi basta aprire l'app sul vostro smartphon, poi premere sul simbolo della lente d'ingrandimento in alto a destra e scrivere "Cordialiter" sulla barra delle ricerche. Una volta entrati nel canale, se ci si vuole iscrivere per ricevere gli aggiornamenti bisogna premere sul tasto "Unisciti" in basso.

Sursum corda!