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lunedì 31 luglio 2017

Dio castiga la gente tirchia

Quando nel 2008 fallì la Lehman Brothers, famosa banca americana fondata da ebrei, si scatenò una delle più gravi crisi economiche della storia. Ovviamente ero dispiaciuto al pensiero che la crisi avrebbe gettato nella polvere tanta gente, ma cercai di vedere la situazione in maniera soprannaturale, pensando che Dio avrebbe cercato di trarre qualche bene da questa catastrofe economica, ad esempio staccando il cuore di tante persone dall’attaccamento esagerato ai beni materiali. Può darsi che alcuni, dopo essere stati travolti dalla crisi, si siano convertiti e abbiano cominciato a vivere in maniera più cristiana, ma la mia impressione è che la massa si sia ulteriormente allontanata dalla pratica degli insegnamenti del Vangelo. Ho notato ad esempio che dilaga ancora di più la piaga della tirchieria. È chiaro che se una persona è stata davvero colpita dalla crisi, deve stringere la cinghia e fare sacrifici. Ma c’è tanta gente che sta bene e dalla crisi è stata al massimo appena sfiorata, tuttavia sta sempre a lamentarsi che i soldi non bastano mai, e intanto ammassa sempre più beni materiali.

Qualche tempo fa una mia amica monaca di clausura con la quale stavo dialogando nel parlatorio del suo monastero mi ha confidato che da quando nel 2008 è scoppiata la crisi, le offerte dei benefattori si sono ridotte all’incirca alla metà della metà. E potrei citare altri casi del genere. Ovviamente nessuno si aspetta che le persone davvero colpite dalla crisi (ad esempio quelle che hanno perso il lavoro oppure quegli imprenditori che hanno visto crollare il fatturato della propria impresa) aprano il portafoglio per aiutare i bisognosi, ma tanti altri che non hanno visto calare il proprio reddito rispetto al 2008, perché stanno sempre a piagnucolare? Non ne parliamo poi di quelli che fanno gli spilorci coi bisognosi e poi magari vanno a fare la fila per acquistare borse griffate da 1.000 euro nei negozi extralusso, sempre più affollati di clienti.

Ma la gente tirchia prima o poi riceve il castigo da parte di Dio. Ci sono stati dei personaggi che quando erano nell’abbondanza hanno chiuso il cuore al prossimo, ma poi il Signore li ha puniti permettendo che loro stessi cedessero nella miseria. Altri ancora non sono stati puniti in questa vita, ma dopo la morte, come raccontato da Gesù nel Vangelo: il ricco epulone banchettava lautamente e non aiutò il povero Lazzaro, ma poi venne la morte e venne condannato all’inferno eterno. A che gli è giovato fare una vita agiata e ammassare beni materiali, visto che poi si è dannato l’anima?