Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 19 ottobre 2017

Rivelazioni dal Purgatorio

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).


Dalla vita di certi Santi, i quali ebbero rivelazioni sul Purgatorio, spigolo alcuni esempi, che manifestano le pene riservate a certe categorie di peccati.

(...)

Sono dimenticata!

La Beata Maria Villani, mentre pregava per le anime del Purgatorio, fu condotta in spirito nel luogo delle loro pene e vide una donna tormentata più delle altre anime. La interrogò sul perchè di tanto soffrire:

- Sconto, rispose l'anima, le mie vanità ed il lusso scandaloso. Le mie pene non hanno sollievo, avendo il Signore permesso nella sua giustizia che io fossi completamente dimenticata dai miei parenti, perchè quando io ero in vita ero dedita alle vanità del mondo, alle feste ed ai piaceri ed assai raramente pensavo a Dio. Per questo io ora sono dimenticata. -


Un ricco

A Santa Margherita Alacoque apparve un'anima purgante.

- Chi sei tu, che tanto soffri?

- Ero un illustre personaggio nel mondo. Mancai di giustizia e di carità verso tante famiglie; per la qual cosa il mio Purgatorio è assai lungo. I miei parenti innalzano preghiere per me e fanno celebrare numerosissime Messe; però la Divina Giustizia applica tutti questi suffragi alle anime che danneggiai.


Una visione

Santa Maria Maddalena De' Pazzi in un'estasi fece il giro del Purgatorio in compagnia del suo Angelo Custode. Che strazio provò il suo cuore!

- Misericordia, esclamava la Santa, misericordia, Dio mio! Sangue prezioso del mio Redentore, scendi su queste anime e liberale dai loro tormenti!

Fu ammessa a contemplare le pene dei bugiardi, i quali erano tormentati con piombo fuso in bocca, mentre stavano immersi in uno stagno infuocato.

Potè osservare coloro che avevano peccato contro la purezza, che erano stati perdonati, in vita, ma che non avevano espiato abbastanza le loro colpe. La loro prigione era talmente sudicia e fetente, che solo a vederla chiudeva il cuore. La Santa passò oltre senza dire parola.


Eccomi ora punito!

Nella vita del Padre Nicola Zucchi si legge:

Un cavaliere desiderava sposare una nobile giovane romana, la quale aveva stabilito di farsi Suora. Tutte le insistenze furono vane. Lo stesso Padre Zucchi si sentì in dovere di rimproverare il cavaliere.

La giovane entrò nel convento; il giovane dopo quindici giorni moriva.

Dopo qualche tempo la Religiosa sentì tirarsi le vesti da una mano invisibile ed udì una voce: Vieni al parlatorio! -

Vi andò e trovò un uomo.

- Chi siete voi? Che cosa desiderate da una Suora?

- Io sono quel cavaliere che pretendeva la vostra mano. -

Così dicendo, l'uomo aprì il mantello in cui era avvolto e fece vedere delle catene di ferro, delle quali alcune gli pendevano dal collo, altre gli stringevano i polsi ed altre le gambe.

- Pregate per me!... Volevo incatenare con amore profano una sposa di Cristo ed eccomi ora punito! -

Detto ciò, l'uomo sparì.


La Comunione dei Santi

Nel Credo diciamo: "Credo la comunione dei Santi".

Santo significa amico di Dio; chiunque è in grazia di Dio, può giustamente chiamarsi santo, ma in senso largo, perchè ordinariamente si chiama così chi viene innalzato agli onori dell'altare con la Canonizzazione.

Chi gode dell'amicizia del Signore, può mettersi in comunicazione con i fratelli spirituali, sia che essi si trovino su questa terra, sia che siano in Purgatorio o in Paradiso.

Noi possiamo quindi pregare ed offrire sacrifici a vantaggio di altri.

E' utile pregare per chi fa parte della Chiesa Militante; ma non è meno utile aiutare chi appartiene alla Chiesa Purgante.


La piccola Carmela

Sul tramonto di un giorno d'estate, in una casa di contadini si preparava la cena: La pentola era sopra alcune mattonelle, a qualche palmo da terra.

La piccola Carmela, di otto anni, si era avvicinata alla pentola e non si era accorta che il fuoco si era attaccato alla vesticina. Quando si vide avvolta dalle fiamme, cominciò a gridare ed a correre su e giù e così alimentò di più il fuoco.

Accorsi i familiari, inorriditi a quella scena, spensero le fiamme; la bambina però era bruciata.

Trasportata subito all'aspedale, toccò a me amministrarle gli ultimi Sacramenti. Dopo poche ore l'infelice moriva.

Se i parenti, avendo visto la bambina in mezzo alle fiamme, fossero rimasti indifferenti e non avessero fatto tutto il possibile per spegnere il fuoco, avrebbero meritato il titolo d'incoscienti o di perfidi.

I nostri morti sono tra le fiamme del Purgatorio; non possono liberarsi da se stessi ed implorano il nostro aiuto. Il restare insensibili o fare poco per alleviare i loro tormenti, non sarebbe cosa umana.

Facciamo molto per i defunti, perchè essi ci ricambieranno con le loro preghiere e con grazie particolari.


Ricompensa per una Messa

Un orfanello aveva trovato una moneta lungo un sentiero. Avrebbe potuto appropriarsene, poichè impossibile trovarne il padrone; avrebbe potuto sovvenire a qualche urgente bisogno; ma non lo fece. Pensò di far celebrare una Santa Messa per i genitori defunti.

Iddio gradì il pietoso atto e venne in soccorso dell'orfanello. Quando questi chiese al Sacerdote la celebrazione della Messa, suscitò l'interessamento del Ministro di Dio.

- Tu sei privo dei genitori e fai bene a ricordarti di loro. Ma come vivi al presente?

- Faccio il pastorello.

- Ti piacerebbe studiare e divenire Sacerdote?

- Lo desidero tanto! Ma non ho i mezzi.

- Se ti aiutassi io?

- Non saprei come ringraziarvi!... - Da quel giorno il fanciullo lasciò le pecore e si diede allo studio. Poté un giorno divenire Sacerdote, poi Cardinale ed anche Santo. Forse la Chiesa non avrebbe San Pier Damiani, se questi da fanciullo non si fosse ricordato di suffragare i genitori.


[Brano tratto da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli]

Pensiero del giorno

Dio ricolma dei suoi beni quelli che se ne mostrano affamati.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

mercoledì 18 ottobre 2017

È morto il Generale Zahreddine, il Leone di Deir Ezzour

Con dispiacere ho appreso la notizia della morte di Issam Zahreddine (nella foto a lato), Generale Maggiore della Guardia Repubblicana. 

I lettori abituali del blog avranno letto varie volte i miei post sull'eroica resistenza dei soldati siriani che per diversi anni hanno difeso con ardimento i quartieri settentrionali di Deir Ezzour (abitati anche da molti cristiani), dagli assalti dei miliziani dell'Isis che assediavano la popolosa città sul fiume Eufrate. Ebbene, a guidare i valorosi combattenti della 104esima Brigata Paracadutisti della Guardia Repubblicana e delle altre forze governative stanziate nella piazzaforte di Deir Ezzour, era l'intrepido generale Zahreddine, il quale oggi è morto a causa dell'esplosione di una mina, mentre svolgeva il suo compito nella lotta contro i jihadisti. Aveva 56 anni e nel 2016 aveva avuto la grande gioia di diventare nonno.

Ufficiale di provata capacità e di alto ardimento, si è distinto in questi anni per coraggio e sprezzo del pericolo, comandando i suoi soldati non solo dalle retrovie, ma persino dalle prime linee del fronte. Era amatissimo non solo dai suoi paracadutisti, ma da tutto il popolo siriano fedele alla bandiera della Patria. Se i cristiani di Deir Ezzour sono ancora vivi e sono stati liberati dall'assedio dei miliziani dell'Isis, il merito è anche suo. Onore al Leone di Deir Ezzour!

Il modernismo si combatte soprattutto coltivando la vita interiore

Ho notato che molti lettori e lettrici del blog non si limitano ad apprezzare gli aspetti esteriori della Sacra Liturgia, ma coltivano la vita interiore, sono fortemente attratti dall'ascetica, e si impegnano ad approfondire il cammino di perfezionamento spirituale. 

La Teologia Ascetica è la scienza teologica che ha come oggetto la perfezione della vita cristiana. Lo studio dell'Ascetica è necessario per i sacerdoti ed è utile per i fedeli laici. A tal proposito riporto un brano tratto dall'interessantissimo “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, scritto dallo zelante Padre Adolphe Tanquerey (1854-1932).

1° Necessità pel Sacerdote.

35.   Il sacerdote deve santificare se stesso e santificare i suoi fratelli, e per questo doppio rispetto è obbligato a studiare la scienza dei santi.

A) Il sacerdote, come dimostreremo più innanzi con S. Tommaso, è obbligato non solamente a tendere alla perfezione ma a possederla in un grado più elevato del semplice religioso. Ora la conoscenza della vita cristiana e dei mezzi che contribuiscono a perfezionarla, è normalmente necessaria per giungere alla perfezione: nil volitum quin præcognitum.

a) La conoscenza accende e stimola il desiderio. Sapere che cos'è la santità, la sua eccellenza, l'obbligo di tendervi, i suoi mirabili effetti nell'anima, la sua fecondità, è già un desiderarla. La conoscenza d'un bene tende a farcelo desiderare; non si può lungamente e attentamente contemplare un frutto delizioso senza che nasca il desiderio di gustarlo. Ora il desiderio, principalmente quando è ardente e prolungato, è già un principio d'azione: mette in moto la volontà e la spinge verso il conseguimento del bene percepito dall'intelligenza, le dà slancio ed energia per raggiungerlo, e ne sostiene gli sforzi per conquistarlo; il che è tanto più necessario in quanto che molti ostacoli s'oppongono al nostro progresso spirituale.

b) La considerazione particolare delle numerose tappe da percorrere per giungere alla perfezione, gli sforzi perseveranti fatti dai santi per trionfare delle difficoltà e avanzare continuamente verso il fine desiderato, infiamma i cuori, sostiene l'ardore in mezzo alla lotta, impedisce il rilassamento e la tiepidezza, tanto più se si considerano nello stesso tempo gli aiuti e le consolazioni che Dio tiene preparate alle anime di buona volontà.

c) Questo studio è tanto più necessario ai nostri giorni: "Viviamo infatti in un'atmosfera di dissipazione, di razionalismo, di naturalismo, di sensualismo che si insinua, anche a loro insaputa, in una moltitudine di anime cristiane, e che invade financo il santuario 35-1". I due o tre anni passati in caserma inducono i giovani chierici, specialmente quelli che non ricevettero in famiglia una educazione profondamente cristiana, a partecipare a questo tristo spirito. Ora qual è il mezzo migliore per reagire contro queste funeste tendenze del nostro tempo, se non il vivere in compagnia di Nostro Signore e dei Santi con lo studio metodico e continuato dei principii di spiritualità, che sono in opposizione diretta con la triplice concupiscenza?

36.   B) Per la santificazione delle anime che gli sono affidate. a) Anche quando si tratta di peccatori, il sacerdote ha bisogno di conoscere l'Ascetica per insegnar loro il modo di evitare le occasioni di peccato, combattere le passioni, resistere alle tentazioni, praticare le virtù contrarie ai vizi che si debbono fuggire. È vero che la teologia morale suggerisce già brevemente queste cose, ma l'Ascetica le sintetizza e le sviluppa.

b) E poi vi sono in quasi tutte le parocchie delle anime elette che Dio chiama alla perfezione, e che, se sono ben dirette, aiuteranno il sacerdote nell'esercizio dell'apostolato con le loro preghiere, con i loro esempi, e con mille piccole industrie. In ogni caso se ne possono formare alcune tra i giovinetti del catechismo e del patronato. Ora per riuscire in quest'opera così importante, è necessario che il sacerdote sia un buon direttore, che possegga le regole tracciate dai santi e contenute nei libri di spiritualità; altrimenti non si ha nè il gusto nè la capacità richiesta per l'arte così difficile di formare le anime.

37.   c) A più forte ragione lo studio delle vie spirituali è necessario per la direzione delle anime ferventi chiamate alla santità, e che talora s'incontrano anche nei più piccoli villaggi. Per guidarle sino all'orazione di semplicità e alla contemplazione ordinaria, bisogna conoscere non solamente l'Ascetica ma anche la Mistica sotto pena di smarrirsi e di ostacolare il progresso di queste persone. L'osservava già S. Teresa: "Per questo è necessarissimo un direttore, ma è a desiderare che abbia esperienza... La mia opinione è e sarà sempre che ogni cristiano deve, potendolo, conferire con uomini dotti; e quanto più dotti saranno, tanto meglio. Coloro che camminano per le vie dell'orazione ne hanno più bisogno degli altri; e ciò tanto più quanto più saranno spirituali... Ciò di cui io sono persuasissima è che il demonio non riuscirà mai con i suoi artifizi a sedurre una persona d'orazione che consulta i teologi, tranne che non voglia ingannarsi da sè stessa. Secondo me, il demonio paventa grandemente la scienza umile e virtuosa, perchè sa che ne sarà smascherato e che dovrà ritirarsi sconfitto" 37-1. Lo stesso linguaggio tiene S. Giovanni della Croce: "Siffatti maestri spirituali (che ignorano le vie mistiche) non comprendono le anime avviate in questa contemplazione quieta e solitaria... le costringono a riprendere il cammino della meditazione e del lavoro della memoria, a fare atti interni in cui queste anime non trovano che aridità e distrazione... Che si sappia bene: colui che s'inganna per la sua ignoranza, quando il suo ministero gli impone il dovere d'acquistare le cognizioni necessarie, non sfuggirà al castigo, che sarà proporzionato al male prodotto" 37-2.

Nè si dica: Se io incontrerò di queste anime, le abbandonerò allo Spirito Santo perchè le guidi Lui. -- Lo Spirito Santo vi risponderebbe che egli le ha affidate a voi e che voi dovete lavorare con Lui alla loro direzione. Egli può certamente dirigerle da sè; ma per evitare ogni pericolo d'illusione, vuole che questa direzione sia sottoposta all'approvazione d'un direttore visibile.

2° Utilità per i laici.

38.   Diciamo utilità e non necessità; perchè i laici possono lasciarsi guidare da un direttore istruito e sperimentato, e non sono quindi assolutamente obbligati a studiare la Teologia ascetica. Tuttavia questo studio sarà loro utilissimo per tre ragioni principali:-- a) Per stimolare e tener vivo il desiderio della perfezione, come anche per dar loro una certa conoscenza della natura della vita cristiana e dei mezzi che ci aiutano a perfezionarla. Non si desidera ciò che non si conosce, ignoti nulla cupido, mentre che la lettura dei libri spirituali eccita o aumenta il desiderio sincero di praticare ciò che si è letto. Quante anime, per esempio, si sono slanciate con ardore verso la perfezione, leggendo l'Imitazione, il Combattimento spirituale, l'Introduzione alla vita devota, la Pratica di amar Gesù Cristo?

b) E anche quando si abbia una guida spirituale, la lettura d'una buona Teologia ascetica facilità e compie la direzione. Si sa meglio ciò che bisogna dire nella confessione o nella direzione; si capiscono e si ritengono meglio i consigli del direttore, quando si ritrovano in un libro che si può rileggere. Il direttore, dal canto suo, si vede dispensato dall'entrare in numerosi particolari, e si contenta, dopo alcuni avvisi sostanziali, di far leggere qualche trattato ove il diretto troverà gli schiarimenti e i compimenti necessari. Così la direzione potrà diventar più breve senza nulla perdere dei suoi vantaggi, perchè il libro continuerà e compirà l'azione del direttore.

c) Finalmente la lettura d'un trattato di vita spirituale potrà supplire, fino a un certo punto, la direzione che non si potesse ricevere per mancanza di guida spirituale o che si ricevesse raramente. La direzione, come diremo appresso, è certamente il mezzo normale per formarsi alla perfezione; quando però, per una ragione o per un'altra, non si può trovare un buon direttore, il Signore vi supplisce, e uno dei mezzi di cui si serve è appunto qualcuno di quei libri che, in modo preciso e metodico, tracciano la via da tenere per diventar perfetti.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928] 

Pensiero del giorno

Per fare del bene bisogna avere un poco di coraggio.


(Don Bosco)

martedì 17 ottobre 2017

Fermare la deriva dell'Europa verso "gaylandia"


Spesso i progressisti hanno una visione tirannica della politica, infatti vogliono imporre la loro mentalità, e chi non vuole piegarsi deve essere ferocemente perseguitato. Esagero? Non credo proprio, basti pensare al fatto che vogliono abolire il diritto all'obiezione di coscienza all'abominevole crimine dell'aborto, mettendo i ginecologi e le ostetriche di fronte a una scelta: o praticare gli aborti, oppure essere licenziati.

Inoltre i progressisti vogliono trasformare l'Europa in una sorta di "gaylandia", indottrinando i cittadini sin dalla più tenera età all'ideologia omosessualista. I “liberal” hanno già cominciato a fare propaganda gay nelle scuole e persino negli asili nido, dove ai bimbi vengono raccontate fiabe in salsa omosex.

Noi cristiani non siamo xenofobi e non odiamo nessuno, però non possiamo condividere il fatto che vengano imposte delle ideologie che offendono gravemente Dio. Noi non vogliamo che l'Europa si trasformi in gaylandia, cioè in una sorta di Sodoma del terzo millennio. Per questo motivo quando ci sono le elezioni politiche e amministrative bisogna andare a votare in massa per impedire che prevalgano i partiti progressisti. E quando parlo di progressisti non mi riferisco solo a quelli di sinistra, ma anche a quelli di centro-destra che su temi come l'omosessualità e l'aborto la pensano come i rossi.

Il progressismo è un'ideologia tirannica perché non tollera che qualcuno possa opporsi ad essa. Per esempio con le leggi sulla cosiddetta omofobia vogliono mettere il bavaglio a coloro che si oppongono al matrimonio tra omosessuali e alla possibilità per i gay di poter adottare i bambini. Addirittura non vogliono nemmeno che si leggano per strada i passi della Sacra Scrittura in cui si condanna l'omosessualità!

È necessario continuare la resistenza contro la tirannica ideologia gender, bisogna opporsi coraggiosamente all'instaurazione di un regime culturale omosessualista. Non è più solo una battaglia religiosa e morale, ma anche una battaglia di libertà. Lo stalinismo della lobby gay non deve passare!

Pensiero del giorno

Molti vogliono riformare la Chiesa, ma non vogliono riformare se stessi.


(Don Giacomo Alberione)

lunedì 16 ottobre 2017

Siria, liberata Al-Mayadin, ex roccaforte dell'ISIS

Dalla Siria continuano a giungere notizie positive. Sul fronte orientale prosegue la poderosa e  travolgente avanzata delle truppe siriane con lo sfondamento delle linee difensive dei miliziani dell'Isis. Dopo aspri combattimenti i valorosi soldati fedeli al legittimo governo siriano hanno liberato la città di Al-Mayadin dall'oppressione dei miliziani islamisti, che negli ultimi tempi era divenuta una sorta di "capitale" del califfato, dopo aver perso altre città più popolose.  Grazie all'ardimento dei militari siriani e dei loro alleati, la popolazione civile è tornata a vivere in libertà, dopo gli anni bui in cui la città è stata sotto il dominio delle truppe di occupazione jihadista.

La guerra di liberazione continua! Adesso bisogna espugnare le ultime città siriane oppresse dalle milizie del califfato. Intanto l'aviazione russa sta continuando a martellare le postazioni dell'Isis. Ormai il califfato è inesorabilmente avviato sul viale del tramonto. Senza l'aiuto di Russia e Iran, difficilmente la Siria sarebbe riuscita a sconfiggere l'Isis, che nel 2015 occupava oltre il 50% del Paese, mentre adesso è barricata in un piccolo territorio che potrebbe essere liberato entro la fine dell'anno.

Ancora una volta nei combattimenti sono coinvolte anche le valorose truppe d’assalto “Tiger Force”, comandate dall'impavido generale Souhail “Tigre” Hassan, le quali stanno combattendo con ardimento, compiendo atti di fulgido eroismo. Avanti arditi, fino alla vittoria!

La "Confederazione cristiana" di stampo modernista

Dal Magistero del Sommo Pontefice Pio XI.

Ma dove, sotto l’apparenza di bene, si cela più facilmente l’inganno, è quando si tratta di promuovere l’unità fra tutti i cristiani. [...] Potrà sembrare che questi pancristiani, tutti occupati nell’unire le chiese, tendano al fine nobilissimo di fomentare la carità fra tutti i cristiani; ma come mai potrebbe la carità riuscire in danno della fede? [...] Come dunque si potrebbe concepire una Confederazione cristiana, i cui membri, anche quando si trattasse dell’oggetto della fede, potessero mantenere ciascuno il proprio modo di pensare e giudicare, benché contrario alle opinioni degli altri? E in che modo, di grazia, uomini che seguono opinioni contrarie potrebbero far parte di una sola ed eguale Confederazione di fedeli? Come, per esempio, chi afferma che la sacra Tradizione è fonte genuina della divina Rivelazione e chi lo nega?  [...] Da così grande diversità d’opinioni non sappiamo come si prepari la via per formare l’unità della Chiesa, mentre questa non può sorgere che da un solo magistero, da una sola legge del credere e da una sola fede nei cristiani; sappiamo invece benissimo che da quella diversità è facile il passo alla noncuranza della religione, cioè all’indifferentismo e al cosiddetto modernismo, il quale fa ritenere, da chi ne è miseramente infetto, che la verità dogmatica non è assoluta, ma relativa, cioè proporzionata alle diverse necessità dei tempi e dei luoghi e alle varie tendenze degli spiriti, non essendo essa basata sulla rivelazione immutabile, ma sull’adattabilità della vita. 

[...] non si può altrimenti favorire l’unità dei cristiani che procurando il ritorno dei dissidenti all’unica vera Chiesa di Cristo, dalla quale essi un giorno infelicemente s’allontanarono: a quella sola vera Chiesa di Cristo che a tutti certamente è manifesta e che, per volontà del suo Fondatore, deve restare sempre quale Egli stesso la istituì per la salvezza di tutti. Poiché la mistica Sposa di Cristo nel corso dei secoli non fu mai contaminata né giammai potrà contaminarsi, secondo le parole di Cipriano: «Non può adulterarsi la Sposa di Cristo: è incorrotta e pudica. Conosce una casa sola, custodisce con casto pudore la santità di un solo talamo ». [..] Volesse il cielo che toccasse a Noi quanto sinora non toccò ai nostri predecessori, di poter abbracciare con animo di padre i figli che piangiamo separati da Noi per funesta divisione; oh! se il nostro divin Salvatore « il quale vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità », ascoltando le Nostre ardenti preghiere si degnasse richiamare all’unità della Chiesa tutti gli erranti! Per tale obiettivo, senza dubbio importantissimo, disponiamo e vogliamo che si invochi l’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della divina grazia, debellatrice di tutte le eresie, aiuto dei Cristiani, affinché quanto prima ottenga il sorgere di quel desideratissimo giorno, quando gli uomini udiranno la voce del Suo divin Figlio « conservando l’unità dello Spirito nel vincolo della pace ». [...] Voi ben comprendete, Venerabili Fratelli, quanto desideriamo questo ritorno; e bramiamo che ciò sappiano tutti i figli Nostri, non soltanto i cattolici, ma anche i dissidenti da Noi: i quali, se imploreranno con umile preghiera i lumi celesti, senza dubbio riconosceranno la vera Chiesa di Cristo e in essa finalmente entreranno, uniti con Noi in perfetta carità.

[Brani tratti dall'Enciclica "Mortalium animos" di Pio XI].

Pensiero del giorno

Noi amiamo Dio non solo quando recitiamo un atto di carità ma anche quando facciamo la sua volontà o quando compiamo un dovere sia pur minimo per piacergli.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

domenica 15 ottobre 2017

Gradi di conformità alla volontà di Dio

Dagli scritti di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932).


S. Bernardo distingue tre gradi di questa virtù, che corrispondono ai tre gradi della perfezione cristiana: "L'incipiente, mosso dal timore, sopporta la croce di Cristo pazientemente; il proficiente, mosso dalla speranza, la porta con un certo gaudio; il perfetto, consumato nella carità, l'abbraccia con ardore".

A) Gl'incipienti [cioè coloro che sono agli inizi del cammino di perfezione cristiana, n.d.r.], sorretti dal timor di Dio, non amano i patimenti, cercano anzi di scansarli; ma pure preferiscono patire anzichè offendere Dio, e, pur gemendo sotto il peso della croce, la subiscono con pazienza: sono rassegnati.

B) I proficienti, sorretti dalla speranza e dal desiderio dei beni celesti, e sapendo che ogni patimento ci vale un peso eterno di gloria, non cercano ancora la croce ma la portano volentieri con un certo gaudio [...].

C) I perfetti, guidati dall'amore, vanno più oltre: per glorificar Dio che amano, per conformarsi più perfettamente a Gesù Cristo, vanno incontro alle croci, le desiderano, le abbracciano con ardore, non già perchè siano amabili in sè ma perchè sono un mezzo di attestare il nostro amore a Dio e a Gesù Cristo. Si rallegrano, come gli Apostoli, d'essere stati stimati degni di oltraggi per il nome di Gesù: come S. Paolo, sovrabbondano di gaudio in mezzo alle tribolazioni. Quest'ultimo grado si chiama santo abbandono: ne riparleremo più tardi trattando dell'amor di Dio.

II. Efficacia santificatrice della conformità alla volontà di Dio.

Da quanto dicemmo risulta chiaro che questa conformità alla volontà di Dio non può che santificarci, perchè unisce la nostra volontà, e quindi pure le altre nostre facoltà, a Colui che è la fonte di ogni santità. A meglio rilevarlo, vediamo in che modo ci purifica, ci riforma e ci conforma a Gesù Cristo.

1° Questa conformità ci purifica. Già nell'antica Legge, Dio fa spesso notare che è pronto a perdonare tutti i peccati e a rendere all'anima il fulgido candore della primitiva sua purità, ov'ella cambi di cuore e di volontà [...]. Ora il conformare la propria volontà a quella di Dio, è certamente un mutar di cuore, un cessare di far il male, un imparare a fare il bene. [...] Nel Nuovo Testamento, N. Signore dichiara, fin dal primo suo ingresso nel mondo, che con l'ubbidienza sostituirà tutti i sacrifizi dell'Antica legge [...]. Gesù infatti ci redense con l'ubbidienza spinta fino all'immolazione di sè nel corso di tutta la vita e principalmente sul Calvario: "factus obœdiens usque ad mortem, mortem autem crucis". Con l'ubbidienza dunque e con l'accettazione delle prove provvidenziali, espieremo anche noi in unione con Gesù i nostri peccati e ci purificheremo l'anima.

2° Ci riforma. Ciò che ci deformò è l'amore disordinato del piacere, a cui cedemmo per malizia o per fragilità. Ora la conformità alla volontà di Dio ci guarisce da questa doppia causa di ricadute.

a) Ci guarisce dalla malizia, che nasce anch'essa dall'attacco alle creature e principalmente dall'attacco al proprio giudizio e alla propria volontà. Conformando infatti la nostra volontà a quella di Dio, accettiamo i giudizi suoi come regola dei nostri, i suoi precetti e i suoi consigli come regola della nostra volontà; ci distacchiamo quindi dalle creature e da noi stessi e dalla malizia che da questi attacchi derivava.

b) Rimedia alla nostra fragilità, fonte di tante miserie; in cambio di appoggiarci su noi stessi che siamo così fragili, con l'ubbidienza ci appoggiamo su Dio che, essendo onnipotente, ci fa partecipare alla sua forza e resistere alle più gravi tentazioni: "Omnia possum in eo qui me confortat". Quando noi facciamo la sua volontà, Dio si compiace di fare la nostra esaudendo le nostre preghiere e reggendo la nostra debolezza.

Liberi così dalla malizia e dalla debolezza, cessiamo d'offendere deliberatamente Dio e veniamo a riformare a grado a grado la nostra vita.

3° E la rendiamo quindi conforme a quella di Nostro Signore Gesù Cristo. a) La conformità più reale, più intima, più profonda, è quella che esiste tra due volontà. Ora, con la conformità alla volontà di Dio, noi assoggettiamo e uniamo la volontà nostra a quella di Gesù, il cui cibo era di fare la volontà del Padre; come lui e con lui, noi non vogliamo se non ciò che vuole Dio e ciò nel corso dell'intiero giorno: abbiamo quindi fusione di due volontà in una sola, unum velle, unum nolle; non facciamo più che una cosa sola con lui, ne abbracciamo i pensieri, i sentimenti, i voleri [...]; onde potremo presto ripetere la parola di S. Paolo: "Vivo autem, jam non ego, vivit vero in me Christus: vivo non già più io, ma vive in me Cristo".

b) Assoggettando la volontà, assoggettiamo e uniamo a Dio tutte le altre nostre facoltà, che sono sotto il dominio, e quindi l'anima intiera, che si viene a poco a poco conformando ai sentimenti, ai voleri, ai desideri di Nostro Signore; onde gradatamente acquista tutte le virtù del divino Maestro. Ciò che si disse della carità, n. 318, si può anche dire della conformità alla volontà di Dio che ne è la più autentica espressione; contiene dunque, come la carità, al dire di S. Francesco di Sales, tutte le virtù: "L'abbandono è la virtù delle virtù; è il fiore della carità; l'odore dell'umiltà; il merito, a quanto pare, della pazienza; e il frutto della perseveranza". Perciò Nostro Signore chiama coi dolci nomi di fratello, di sorella, di madre, quelli che fanno la volontà di suo Padre [...].

CONCLUSIONE.

La conformità alla volontà di Dio è dunque uno dei più grandi mezzi di santificazione; non possiamo quindi conchiudere meglio che con queste parole di S. Teresa: "L'unica ambizione di colui che comincia a far orazione, -- non si dimentichi questo che è importantissimo, -- dev'essere di porre ogni studio nel rendere la sua volontà conforme a quella di Dio... sta in ciò tutta la maggior perfezione che si possa toccare nel cammino spirituale. Quanto più questa conformità è perfetta, tanto più si riceve dal Signore e tanto più si è avanti in questo cammino". E aggiunge che avrebbe anche lei desiderato di vivere in questa via di conformità, senza essere elevata a ratti ed estasi, tanto era convinta che questa via basta alla più alta perfezione.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

Pensiero del giorno

Vedo chiaramente la vita interiore che Gesù vuole da me: non lasciare un solo momento il posto d'amore che è il Tabernacolo. Rinnovo ad ogni ora questa unione; seguire la grazia momento per momento con totale fedeltà; abbandonarmi all'amore del divino Maestro; fare di Gesù, il Destinatario unico dei miei pensieri, dei miei affetti, della mia vita; darmi tutta continuamente e solo per la sua gloria; essere unicamente di Lui solo.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

sabato 14 ottobre 2017

Pensiero del giorno

Amiamo tanto la nostra santa Madonna della Provvidenza! Amiamo Maria e parliamo a tutti di Maria, perché essa è Regina dei Sacerdoti, di tutti è Madre ed è Porta per ascendere alla grazia del Divino Figlio Gesù!


(San Luigi Guanella)

venerdì 13 ottobre 2017

Avviso da Prato



Xzx

Il più feroce nemico di Don Bosco

(Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli)


Il demonio si arrabbia contro coloro che attendono seriamente al proprio perfezionamento spirituale e quindi ingaggia la quotidiana lotta, tentando al male; se non riesce oggi, spera di riuscire domani; conosce i lati deboli di ognuno e sa come sfruttarli, per trascinare all'impurità, all'odio o all'abuso della misericordia di Dio. Ma se così si comporta con le persone pie, è da immaginarsi come scateni il suo furore contro quelli che portano anime a Dio. Don Bosco era pescatore di anime; il demonio perciò inferocì contro di lui, nella stolta speranza di ostacolarne l'apostolato. Le vessazioni diaboliche cominciarono con forti rumori notturni al tetto della sua abitazione; avvenivano scuotimenti improvvisi e terrificanti all'uscio ed alle finestre; le coperte del letto, mentre prendeva riposo, si ritiravano per mano invisibile. Il demonio prendeva spesso forma visibile, per lo più mostruosa, ed aggrediva personalmente Don Bosco. Tali fenomeni si ripetevano con tanta insistenza, che la salute del Santo ne ebbe molto a soffrire. Il Sacerdote Angelo Savio, coraggioso, decise una notte di vegliare nell'anticamera del Santo, per accertarsi degli strani fenomeni; ma all'udire quei fragori diabolici, fu preso da tale spavento, che pieno di terrore fuggì nella propria stanza. Le suddette vessazioni erano in certi periodi, specialmente quando aveva inizio o compimento qualche nuova opera di apostolato. Una sera Don Bosco, parlando con un gruppo di giovani e ricordando qualcuna delle sue terribili notti, fu interrotto da uno di essi: Oh, io non ho paura del diavolo!  
- Taci! Non dire questo!  rispose Don Bosco, con voce vibrata che colpì tutti. Tu non sai quale potenza abbia il demonio, se il Signore gli desse libertà di agire.  
- Sì, sì! Se io lo vedessi, lo prenderei per il collo ed avrebbe da fare con me!  
- Tu morresti dalla paura al primo vederlo...  
- E lei come faceva a respingerlo? Col segno della Croce?  
- Sì, ma non bastava; il segno della Croce valeva solo per qualche momento.  
- Allora gettava l'Acqua Benedetta?  
- In certi momenti l'Acqua Benedetta non basta. Però io ho trovato il rimedio efficace... che non è necessario dirvi... Non auguro a nessuno di trovarsi in momenti terribili, come mi son trovato io e bisogna pregare Dio che non permetta mai al nostro nemico di farci certi scherzi.  

Con tutte le lotte del demonio, il Santo riuscì ad attuare i disegni di Dio, trionfò appieno sul suo nemico, mediante l'aiuto della Vergine Ausiliatrice. Quando negli ultimi anni della vita un tale gli disse: Don Bosco, alla sua morte tutti saranno dispiaciuti! Egli rispose: Tranne del demonio, che dirà: Finalmente è morto colui che mi ha dato tanto fastidio! 


(Brano tratto da “Un prete straordinario”, di Don Giuseppe Tomaselli)

Pensiero del giorno

Poichè l'amore soprannaturale del prossimo è anch'esso un atto d'amor di Dio, tutti i servizi che rendiamo ai nostri fratelli, vedendo in loro un riflesso delle divine perfezioni, o (...) vedendo in loro Gesù Cristo, diventano tutti atti d'amore che ci fanno avanzare verso la santità. Amare dunque Dio e il prossimo per Dio, ecco il segreto della perfezione, purchè su questa terra vi si aggiunga il sacrificio.


(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928).

giovedì 12 ottobre 2017

Le Messe celebrate con devozione edificano l'anima

"Viviana" (pseudonimo scelto da una lettrice per firmare le sue e-mail che pubblico sul blog) anni fa mi raccontò di aver riassistito alla Messa tradizionale grazie alla promulgazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum" di Papa Benedetto XVI.


Caro D.,
                 ti scrivo per dirti che ieri sera ho partecipato alla S. Messa secondo il rito straordinario a Moncalieri. Dopo la Messa è seguita l'adorazione della reliquia della S. Croce, un momento molto commovente. Ho avuto notizia di tale funzione dal tuo blog.

È stata una "Messa cantata", quindi si è protratta più a lungo del solito, ma non mi sono per nulla stancata, anzi non mi sono quasi distratta (invece quando partecipo alla Messa moderna devo sempre fare uno sforzo di attenzione mentre prego e rinnovarlo più di una volta). […] E' la prima volta che prendo parte a una Messa secondo il rito straordinario dopo il Motu Proprio “Summorum Pontificum”, ma non è stata la prima volta in assoluto: ho vissuto di nuovo la messa della mia infanzia. Sono infatti nata nel '54 [...]. Sì, ci sono molte differenze tra le due forme del rito, non si tratta solo di lingua. C'è ad esempio l'orientamento del sacerdote e dei fedeli, ad Deum nell'antica Messa (devo dire che questa importanza l'ho capita da Benedetto XVI). Dalla mia semplice esperienza e dai miei ricordi posso dire che è importante celebrare bene e partecipare bene alla Messa, sapere e pensare cosa si va a fare, sacerdote e fedeli (anche se la responsabilità del sacerdote, il parroco soprattutto, è maggiore; non c'è bisogno di spiegarlo: se un parroco tollera o non tollera certe cose, di conseguenza la celebrazione sarà o non sarà in certo modo).

Nella mia parrocchia di bambina si celebrava bene e io andavo quasi sempre lì. Però, siccome noi abitavamo ai confini del paese, eravamo più vicini alla chiesa di un'altra parrocchia. Quando mia madre aveva poco tempo, mi portava a Messa in quest'ultima parrocchia. Che pena! [...] Intanto in 20 minuti era tutto finito. Poi la scena: entrava il sacerdote col chierichetto al seguito già farfugliando le prime formule (ho scritto farfugliando, perché andava talmente in fretta, a macchinetta, che non si capiva una sola parola); quando doveva girarsi al 'Dominus vobiscum' faceva una piroetta senza fermarsi, talmente in fretta che era tutto uno svolazzare di tonaca [...]; sulla sinistra le donne più pie recitavano il loro rosario; sulla destra gli uomini erano più scarsi, la maggior parte di loro se ne stava verso il fondo, a mezza via tra dentro e fuori la chiesa: ogni tanto qualcuno sghignazzava in direzione del sacerdote, molti parlavano tra loro, anche con le mani in tasca, di vacche, latte, lavori in campagna e simili (era un ambiente contadino). [...] Ovviamente questo andazzo era impensabile nella mia parrocchia, nessuno si sarebbe sognato di sgarrare. Tra l'altro, l'arciprete che ne era a capo, era un uomo che sapeva farsi intendere al punto tale che gli atei di allora (vivevo nell'Emilia comunista) gli portavano rispetto e lo stimavano; lui d'altra parte andava da loro e parlava con loro (il don Camillo di Guareschi non è stato solo un'invenzione, ce n'erano da quelle parti di preti così).

Ci sarebbe anche altro da dire, ma lo hai già fatto tu in diverse occasioni. Ad esempio, è importante non perdere di vista la sacralità del rito. Secondo me una messa ben celebrata vale molto di più per la formazione dei fedeli di quegli incontri che si fanno in tante parrocchie per attirare le persone; conta molto saper e far mantenere il silenzio in chiesa, soprattutto durante la celebrazione. Mi fermo qui perché è tardi e non finirei a raccontare le cose che non sopporto durante la Messa (non credo di essere io troppo esigente, ma c'è una sciatteria certe volte!). L'uomo ha bisogno di cose belle, ne ha bisogno come l'aria che respira; Dio è bellezza, bellezza infinita, e bisogna mostrarlo in modo bello (che strazio certe chiese moderne) e degno.

Cordiali saluti.
Gesù e Maria ti proteggano.

Viviana


Cara sorella in Cristo,
                               sono contento che hai potuto assistere nuovamente alla Messa celebrata nella forma liturgica che ha allietato la tua giovinezza.

Quando una Messa è celebrata con sacralità e devozione, aiuta le anime ad elevare il cuore a Dio. Viene voglia di piangere quando una Messa viene celebrata in maniera irriverente, con sciatteria e poca devozione. Purtroppo, il problema delle Messe celebrate malamente non riguarda solo i nostri tempi, infatti nel XVIII secolo anche Sant'Alfonso Maria de Liguori si lamentava dei preti che celebravano male il Santo Sacrificio. Ecco cosa scriveva in proposito: “[...] qual conto dovranno dare a Dio i sacerdoti che con poca riverenza celebrano questo gran sacrificio. [...] dov'è la devozione e la riverenza in tanti sacerdoti che dicono messa? Questa, che è l'azione (come abbiam detto) la più eccelsa e sacrosanta, onde dice il Concilio di Trento, che bisogna fare con la maggior devozione interna ed esterna [...] quest'azione, dico, è la più strapazzata dalla maggior parte dei sacerdoti. [...] Parlando di questo punto, ci vorrebbero lacrime, ma lacrime di sangue. Nel giorno del giudizio, poveri sacerdoti che celebrano così! E poveri vescovi che li ammettono a celebrare, perché essi, come avvertono comunemente i dottori, ed è certo dal Concilio Tridentino, son tenuti con obbligo stretto a proibire la celebrazione a tali sacerdoti che dicono la messa con tale irriverenza, chiamata empietà dal Concilio [...].  Quindi i vescovi, per adempiere il precetto del Concilio [...] sono obbligati a vigilare continuamente, ed informarsi del come si celebrano le messe nelle loro diocesi, e sospendere dalla celebrazione coloro che dicono la messa senza la conveniente attenzione e gravità. E questa obbligazione dei vescovi non è solo verso i sacerdoti secolari, ma anche verso i religiosi [...]. Ma con tutto ciò fa compassione (diciam così) il vedere lo strapazzo che fanno ordinariamente i sacerdoti di Gesù Cristo nel celebrare questo gran mistero. E ciò che fa più meraviglia è che si vedono anche religiosi di ordini osservanti e riformati celebrare le messe in modo che darebbero scandalo anche ai turchi e agli idolatri. È vero che il sacrificio dell'altare è sufficiente a placare Dio per tutti i peccati del mondo; ma come può placarlo per le ingiurie che gli fanno i sacerdoti nello stesso tempo che glielo offrono? poiché, celebrando con tanto poca riverenza, gli recano più disonore che onore. [...] È reo l'eretico che non crede la presenza reale di Gesù Cristo nella messa; ma è più reo chi la crede e non le usa rispetto; e di più si fa causa, come si fa causa il sacerdote che celebra con poca riverenza, che gli astanti perdano il concetto e la venerazione che si deve alla maestà d'un sì gran sacrificio. Il popolo dei giudei ebbe inizialmente una gran venerazione per Gesù Cristo; ma quando poi lo vide disprezzato dai sacerdoti, ne perdette in tutto la stima: e così al presente i popoli nel veder la messa trattata con tanta negligenza e indevozione dai sacerdoti, ne perdono la venerazione. Così come una messa celebrata con devozione infonde devozione anche agli altri; così al contrario l'irriverenza del sacerdote diminuisce la venerazione ed anche la fede negli astanti.”

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Corde Matris,

Cordialter

Pensiero del giorno

Nulla dunque è più nobile, più importante, più utile della Teologia ascetica ben compresa.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

mercoledì 11 ottobre 2017

Parrocchie dedicate alla liturgia tradizionale

Ripubblico l'interessante intervista che tempo fa mi rilasciò un carissimo lettore italiano che vive in Francia.


- So che frequenti una “parrocchia personale” legata alla liturgia antica. Alla Messa festiva vengono molti parrocchiani? Tra voi c'è uno spirito di collaborazione? Vi incontrate solo alla Messa domenicale, oppure vi vedete anche in settimana per partecipare alle attività parrocchiali?

- Sì, alla Messa domenicale partecipano molti parrocchiani da tutta le regione, perché è la sola Messa Tridentina nel nostro dipartimento. Pertanto, non si può dire che la Parrocchia sia un centro di aggregazione solo del quartiere. Tuttavia, da quanto posso vedere esiste una vera e propria comunità formatasi e solidificatasi in 25 anni di attività della suddetta Parrocchia. Queste persone si dividono i compiti in maniera esemplare, organizzano attività di socializzazione e pellegrinaggi e si rendono attive cercando di far fruttare i propri talenti sotto tutti i punti di vista. La Parrocchia ha anche la fortuna di avere una corale mista molto esperta che è guidata da un organista francese  di fama. La maggior parte dei fedeli deve viaggiare anche per decine di chilometri per raggiungere la Parrocchia, mentre la mia famiglia ha il grande privilegio di abitare a 250 metri dalla suddetta, pertanto abbiamo la fortuna, secondo i nostri impegni, di poter partecipare alla Messa Tridentina quasi quotidianamente. Nella nostra Parrocchia, la Messa Tridentina è celebrata cinque giorni alla settimana, per questo mia moglie ed io nei due giorni restanti andiamo alla Messa Novus Ordo perché la cosa più importante per noi è di poterci comunicare tutti i giorni. 

- Per quanto riguarda le scuole cattoliche di stampo tradizionale, qual è la situazione nella tua zona?

- Nella nostra città ci sono nove scuole cattoliche, ma solo in una di esse (la più recente) si insegna la sana dottrina cattolica scevra da ogni contaminazione dall'ideologia gender e dal relativismo culturale. È indicativo che la suddetta scuola è stata fondata da una coppia di devoti nostri parrocchiani amanti della liturgia tradizionale. Sinceramente, ci auguriamo che la scuola in questione possa crescere e rafforzarsi negli anni a venire divenendo così un punto di riferimento ed ispirazione per le altre scuole cattoliche (che per ora lo sono solo di nome).

- Come è nato il tuo amore per la Messa tridentina?

- Il mio amore per la Messa Tridentina è cominciato lentamente ed in maniera graduale cinque anni fa quando abitavo con la mia famiglia in Austria. Al di là dell’impulso interiore una delle ragioni che mi ha spinto verso la liturgia Tradizionale è stata la passione per il canto gregoriano e la lingua latina come lingua universale della Chiesa. Scavando nella memoria, ricordo di aver cominciato a frequentare la Santa Messa domenicale presso la Peterskirche a Vienna (retta da Sacerdoti Opus Dei) celebrata in latino ma secondo il Novus Ordo. 

- La prima volta che sei andato a una Messa in rito antico, ti sei trovato subito a tuo agio, oppure sei rimasto un po' spaesato?

- Dopo aver frequentato per un lungo periodo la sopracitata Messa in latino secondo il Novus Ordo, verso il 2010 decisi di assistere alla prima Messa Tridentina vera  e propria, sempre a Vienna, ma sinceramente l’ho trovata abbastanza fredda ed asettica (devo ammettere di non essermi preparato a dovere e di non essermi nemmeno procurato un Messale apposito). L’impressione che ho avuto è stata quella di trovarmi più ad un “certamen ciceronianum” che ad un rito sacro. La mia risposta è pertanto no, non mi sono subito trovato a mio agio durante la Messa Tridentina, anche se oggi so che è forse stato per colpa mia. Pertanto, quando ci siamo trasferiti in Francia circa quattro anni fa, non abbiamo attivamente cercato una Parrocchia dove si celebrasse la Messa in rito antico (pur sapendo che in Francia esistono maggiori possibilità che altrove di trovarne). Tuttavia, l’amore per la Tradizione millenaria della Chiesa continuava a rafforzarsi dentro di me, grazie soprattutto alla lettura di autori come i Cardinali Biffi, Siri e Journet, Garrigou-Lagrange,  Louis Bouyer, Calmel, Madiran, etc...così come l’attenzione verso diversi blog tradizionalisti (di cui il tuo secondo me ha il privilegio di essere ispirato da un sano senso di ottimismo ed humilitas). Di conseguenza in me ed in mia moglie, con la quale respiro all'unisono, è cominciata a sorgere una sete sempre maggiore  per il silenzio durante la Santa Messa, sete di sacralità, sete di Gesù verso il quale relazionarsi spiritualmente ma anche corporalmente durante la celebrazione del Santo Sacrificio, sete di Cristo Re che sta al centro dell’universo e dei nostri cuori. E dove poter trovare tutto ciò con armonia se non nella Messa Tridentina, dove tutto è orientato verso di Lui, dove il Tabernacolo sta al centro e dove nostro figlio può crescere nella fede che Gesù Cristo è veramente presente nel Santissimo Sacramento? Questa sete è stata soddisfatta da Nostro Signore in quella perla divina che è la Santa Messa di sempre....

- Che tu sappia, nella tua parrocchia sono sorte vocazioni sacerdotali e religiose?

- Questo è uno dei punti di onore ed orgoglio di maggior rilievo della nostra Parrocchia, la quale nonostante il numero  limitato di fedeli, ha prodotto ben 17 vocazioni religiose nei suoi 25 anni di storia. Per quanto ne sappia, si tratta per la maggior parte di vocazioni all’interno di ordini francesi tradizionalisti quali i Benedettini di Le Barroux e di Fontgombault, i “Chanoines Réguliers de la Mère de Dieu” di Carcassonne,  i Servi di Gesù e Maria, etc.... 

- Tuo figlio lo porti con te a Messa? Si distrae oppure rimane incantato dalla liturgia tradizionale?

- Nostro figlio di dieci anni partecipa, secondo i suoi impegni, alla Messa Tridentina come chierichetto quattro volte alla settimana. Lo fa volentieri per una chiara ragione: ha una grande ammirazione per il nostro Parroco. Penso sinceramente che il suo attaccamento alla liturgia tridentina sia legato, alla luce della sua età, al nostro esempio di genitori, così come alla sopracitata ammirazione nei confronti del nostro Parroco. Pensiamo sia un buon inizio perché la Fede, come ci è stato ricordato più volte da Papa Benedetto XVI, si sviluppa anche per attrazione. Nostro figlio frequenta anche la Catechesi settimanale tenuta dal nostro Parroco così come gli altri bambini.

- Saresti contento se da grande tuo figlio ti confidasse di sentirsi  attrarre dal Redentore Divino allo stato sacerdotale?

- Certamente, sarebbe una grandissima Grazia! Mia moglie prega per la stessa sin dalla sua nascita (lo abbiamo avuto con difficoltà e Deo volente è rimasto figlio unico), ma tutto ciò deve essere esclusivamente secondo la volontà Divina. Esiste comunque una particolarità a questo riguardo, lui è nato il 2 febbraio, festa della Presentazione di Nostro Signore al tempio, Purificazione della Vergine Maria, che si celebra come giorno di discernimento delle vocazioni.  Pertanto, rimettiamo questo desiderio alla Santissima Vergine Maria perché con le proprie mani purissime lo liberi da ogni egoismo e imperfezione e, dopo averlo decorato ed abbellito, l’offra su di una coperta dorata alla Santissima Trinità secondo le Sue Sante intenzioni. Credeteci, nessuno sarebbe più contento di noi se il nostro primo ed unigenito figlio si donasse a Nostro Signore affinché diventi Sacerdote in eterno.

Pensiero del giorno


(Pensiero del Venerabile Pio Brunone Lanteri circa coloro che diffondono il rigorismo).




La religione cristiana è consolante: dunque la sbaglia chiunque con le sue massime la rende gravosa, odiosa.



martedì 10 ottobre 2017

Messa per i parenti defunti dei sostenitori del blog


Sono passati molti anni da quando nel 2008 ho aperto il blog “Cordialiter”. Quanto tempo ho dedicato alla gestione del sito! Ciò che assorbe più ore di lavoro è il rispondere alle lettere e alle telefonate dei lettori che mi contattano per informazioni, chiarimenti e consigli. Tante persone mi ringraziano e mi incoraggiano a continuare ad aggiornare il blog, poiché, mi dicono, si sentono edificati nel leggerlo. Ma se in questi anni il blog ha potuto fare del bene a qualcuno, il merito è anche dei sostenitori, cioè di coloro che anche solo una volta mi hanno inviato un libero contributo per consentirmi di poter continuare a dedicarmi a questa forma di apostolato on-line. 


Per “sdebitarmi” con i sostenitori del blog, ogni mese chiedo a un caritatevole sacerdote di celebrare il Santo Sacrificio della Messa per il loro bene spirituale o di quello dei loro familiari. Questo mese gli ho chiesto di celebrare una Messa per le anime dei parenti defunti dei sostenitori del blog (ovviamente solo per quelle che si trovano in purgatorio, mentre quelle eventualmente dannate all’inferno e quelle beate in Cielo non hanno bisogno di suffragi). Sant’Alfonso Maria de Liguori insegna che le anime che muoiono in stato di grazia, difficilmente vanno direttamente in paradiso, ma in genere passano prima dal purgatorio, poiché per presentarsi al cospetto di Dio è necessario essere mondati anche della più piccola colpa veniale. Lo stesso santo, nel celebre libretto intitolato “Del gran mezzo della preghiera”, ricorda ai suoi lettori che per carità fraterna siamo tenuti ad aiutare le anime del purgatorio, le quali soffrono atrocemente a causa della temporanea separazione da Dio. Vorrebbero ardentemente unirsi a Lui, ma per il momento non possono poiché devono prima purificarsi. Il mezzo più efficace per aiutare le anime del purgatorio, le quali si trovano in stato di grave necessità, consiste nell’offrire il Santo Sacrificio della Messa in loro suffragio. 


Chissà, forse i nonni o altri parenti defunti di coloro che hanno sostenuto il blog con qualche libero contributo, in questo momento stanno soffrendo atrocemente in attesa di poter godere la visione beatifica di Dio nella Patria Celeste, unendosi finalmente col fine ultimo dell’esistenza di ogni essere umano. Per queste anime verrà offerto il Santo Sacrificio della Messa il giorno lunedì 16 ottobre. Anche a novembre ho intenzione di chiedere la celebrazione di una Messa per le anime del purgatorio, le quali a loro volta intercedono per noi e sanno ben sdebitarsi con coloro che le aiutano ad alleviare le loro atroci sofferenze e a raggiungere più celermente il paradiso, ove non soffriranno più per tutta l'eternità e potranno vivere unite alla Santissima Trinità, lodando la sua infinita misericordia per tutti i secoli dei secoli. 


Approfitto dell’occasione per ringraziare di cuore il celebrante. Non solo non mi ha mai chiesto l’offerta per poter celebrare mensilmente una Messa per le mie intenzioni, ma addirittura è lui stesso un sostenitore dal cuore grande. Preghiamo per lui affinché il Signore lo ricompensi con le grazie necessarie a conseguire il supremo ed eterno traguardo.

Bisogna fare "apostolato individuale"

Bruno Cornacchiola (1913-2001) è stato un grande mistico del XX secolo. Ecco cosa scrisse dopo una visione avuta il 24 febbraio 1968: “Satana regna oramai in tutti i posti più alti di comando […]. Satana entrerà nei posti guida della Chiesa. […]. Le tentazioni saranno terribili, il mondo vivrà in una confusione tale che gli eletti stessi sosteranno nel dubbio! Non c’è scampo […] tutti vivranno momenti terribili di guerra, distruzione e di caos politico, religioso e culturale. Quanti errori e quante eresie serpeggiano in ogni nazione, in ogni convento. […]. Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato. […]. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare”.

Monasteri rilassati

Ripubblico un interessante post sul tema dei "monasteri rilassati".


Gentile D.,
                 vorrei chiederti il riferimento bibliografico della frase di Sant'Alfonso che citi spesso, secondo cui piuttosto che entrare in un ordine rilassato, è meglio rimanere a casa propria, visto che qualche religioso a cui ho parlato di questa citazione afferma di non aver mai sentito questa frase da nessuna parte […], mi piacerebbe sapere dove trovo questa mirabile perla sulla vita religiosa, che io condivido in pieno.

Ti ringrazio sempre per gli aggiornamenti costanti sul blog, e ti esorto a continuare su questa direzione: sono certo che il tuo apostolato sta salvando tante anime, aprendo gli occhi anche a coloro che vivono la fede in modo passivo.

In Corde Matris,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                               sono contento che la pensi come Sant'Alfonso Maria de Liguori circa la questione dell'osservanza religiosa. Sì, confermo che questo grande Dottore della Chiesa affermava che è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato. Lo scrisse nella lettera intitolata "Risposta ad un giovane che dimanda consiglio circa lo stato di vita che deve eleggere" ed anche in una lettera intitolata "Avvertimenti ad una donzella che sta in dubbio dello stato che ha da eleggere”. Ecco cosa disse Sant'Alfonso a quel ragazzo: “Ho detto monastero di osservanza, perché se voleste entrare in qualche altro, dove si vive alla larga, è meglio che restiate in casa vostra, ed attendiate ivi a salvarvi l'anima, come meglio potrete; poiché, entrando in una comunità ove è rilassato lo spirito, vi metterete in pericolo di perdervi. Quantunque vi entraste con risoluzione di dedicarvi all'orazione, e di pensare solo a Dio; ciononostante, trascinato poi dai cattivi esempi dei compagni, e vedendovi inoltre deriso ed anche perseguitato, se non vorrete vivere a modo loro, lascerete tutte le vostre devozioni, e farete come fanno gli altri, secondo l'esperienza che se ne vede.”

Purtroppo molti fedeli ignorano gli scritti di Sant'Alfonso, e quando gli si mostrano i testi, si limitano a rispondere che oggi i tempi sono cambiati o trovano altre scuse di questo genere. Per convertire costoro non ci rimane che pregare e fare penitenza. Ti saluto cordialmente e ti incoraggio a continuare il tuo percorso di discernimento vocazionale.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

Pensiero del giorno


Un prete o in paradiso o all'inferno non va mai solo: vanno sempre con lui un gran numero di anime, o salvate col suo santo ministero e col suo buon esempio, o perdute con la sua negligenza nell'adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio.


(Pensiero di San Giovanni Bosco).

lunedì 9 ottobre 2017

Avviso da Napoli

Sabato 21 ottobre 2017 a Napoli, nella Basilica di S. Paolo Maggiore (Piazza San Gaetano) alle 17:30, S. Ecc.za Rev.ma mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, celebrerà una S. Messa pontificale al faldistorio secondo l’Usus antiquior del Rito Romano; alle 19 seguirà nella sagrestia monumentale della Basilica una conferenza di don Nicola Bux, dal titolo «Riflessioni nel decennale del Motu proprio Summorum Pontificum» con interventi dello stesso mons. Pozzo, del prof. Guido Vignelli e di don Giorgio Lenzi IBP.



Xzx

Avviso dal Veneto

Dal prossimo novembre (il giorno 12 per l'esattezza), la S. Messa nella forma straordinaria del rito romano che ha luogo a Mirano (Venezia) nella chiesa parrocchiale di S. Leopoldo Mandic (via Wolf-Ferrari n° 39) ogni seconda domenica del mese, sarà posticipata di mezz'ora rispetto all'orario attuale e verrà pertanto celebrata alle ore 08,45 anzichè alle 08,15.

Resta confermato, naturalmente, l'appuntamento con la S. Messa in rito romano antico che sarà mensilmente celebrata nella vicina Oriago di Mira (VE) a partire dal 22 ottobre prossimo.




Xzx

La sofferenza accettata per amore

Pubblico alcuni pensieri tratti da una lettera che San Pio da Pietrelcina scrisse a una persona che stava soffrendo molto.

Tu hai sofferto ed hai offerto a Gesù con generosità ogni singola tua pena per amore e tutta versata nell'amore. Quanto buon gusto e preferenza dona al Signore la sofferenza di un'anima pura e distaccata da tutto! La sofferenza è il più grande poema dell'amore divino; è un mistero sacro, perchè sgorgato dalla redenzione di Gesù Cristo. Non vi è altra via migliore per la santità che la sofferenza accettata per amore. Bisogna sorbirla come un dolce farmaco di massimo valore. Quando la sofferenza si fa sentire di più, quella è l'ora del trionfo. Quando tu soffri molto, spérditi nell'amore divino, rafforza la tua fede, abbandònati nel Cuore di Gesù! Egli ti darà la forza per sostenere tutte le pene, il penoso esilio della vita. Tutto tutto il tuo patire resterà inciso a caratteri indelebili e sarà ricompensato in vita e nell'eternità. Dunque, non dimenticare che la sofferenza è di massimo valore. Non esiste fecondità senza dolore, senza sacrifici, senza portare una croce. Il Cuore di Gesù ardeva d'amore nel desiderio del battesimo di sangue, che lo attendeva. Per gustare questa santa ebbrezza d'amore, si deve perdere il senso di ogni piacere umano e gustare cosi le gioie dell'immolazione; si deve versare il sangue dal cuore in unione alla Vittima Divina. Dal Getsemani si sale al trionfo del Cielo. C'è tanta sofferenza nel mondo; tutti hanno una croce da portare; ma purtroppo l'umanità vacillante nella fede sperpera la sofferenza nell'abbattimento, nella lontananza da Dio e nella disperazione. Perchè tutto questo?... Perchè non si ama più Dio, non si conosce più la via dolorosa del Calvario, percorsa dal Figlio di Dio per amore delle sue creature. Si vuol vivere indisturbati anche dalla più lieve sofferenza, mentre la cecità degli uomini è così densa, che ciò che essi cercano di sfuggire, la Giustizia di Dio l'amministra loro, inseguendoli per farli ravvedere ed utilizzare il prezioso tempo, che ad essi sfugge invano.

Conversione del cuore

Ripubblico alcuni brani di un'e-mail che Maristella mi ha inviato nell'estate 2016. Approfitto dell'occasione per rinnovarle la mia gratitudine per avermi concesso la facoltà di pubblicare i suoi scritti (ovviamente tranne in caso di questioni riservate).


Caro fratello in Cristo,
Il messaggio che hai pubblicato [...] mi ha molto colpita [...]. Capisco bene che ogni persona è unica e irripetibile, ognuno di noi un vero capolavoro del Signore. [...] La conversione spesso arriva all'improvviso, in modi e tempi molto diversi da persona a persona. Anche la mia è stata così e anch'io mi trovo ad essere l'unica persona credente e praticante di famiglia. Grazie all'aiuto del mio confessore e di persone amiche che mi hanno molto aiutata nelle crisi più dure ho compreso che la mia testimonianza di fede si deve svolgere tra le mura di casa. Ho capito, attraverso queste persone il Signore mi ha parlato, che devo continuare a pregare per la conversione dei miei familiari e dei non credenti. [...]

Ti ringrazio di cuore per il blog e per la bellissima amicizia spirituale.

Io sono a [...] e sono molto felice di essere qui: ci sono conferenze che aiutano moltissimo la vita di fede. [...]

Ti saluto nei Cuori Immacolati 

Maristella